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2mille1 - 5^ edizione - Contro gli integralismi
La parola "integralismo" comparve per la prima volta in Francia, dentro il mondo cattolico. Nel 1907 Papa Pio X condannava attraverso l'enciclica Pascendi i "modernisti", una scuola di pensiero che rivendicava l'esame dei dogmi della fede alla luce della scienza e in modo autonomo. Gli avversari più agguerriti dei modernisti si definirono allora cattolici "integrali" perché difendevano l'integrità della fede. Furono a loro volta denunciati dal campo opposto sotto la denominazione di "integralisti", dando origine così ad un termine che gode oggi, purtroppo, di un’eccessiva fortuna e diritto di cittadinanza.

Il ‘credo’ integralista, che si tratti di un credo religioso, ideologico o sociale, è un credo basato su potere e giudizio. Nell’universo integralista vengono accolti, accettati, riconosciuti solo coloro che obbediscono ciecamente al ‘credo’ di turno, e si uniformano ad esso totalmente. Per un integralista discutere l’autorità di volta in volta riconosciuta come centrale ed inappellabile equivale a mettere in discussione Dio, o il ‘giusto sistema di potere’, o i ‘giusti’ valori morali e regole di comportamento. La concezione fondamentalista del potere vuole mantenere un ordine sociale che, storicamente ed al di là delle diversità religiose geografiche culturali, ha dato al maschio adulto un enorme diritto di controllo su donne e bambini, ed in generale ha affermato il dominio dei forti (sacerdoti del credo integralista) sui deboli (i diversi, non omologati, gli individui a pieno titolo insomma)

Ogni Integralismo vede la storia umana come un campo di battaglia, dove un’unica verità deve trionfare e diventare legge comune; pertanto, ogni integralismo è oggettivamente nemico delle individualità, sempre contraddittorie e relative, e delle differenze che arricchiscono questo mondo.

La quinta edizione di ‘2mille1’, dedicandosi alla riflessione critica intorno agli integralismi che dividono le comunità umane e tolgono libertà agli individui, vuole essere quindi un elogio delle diversità e del relativo, inteso come campo di possibilità e libertà e non certo come assenza di valori.

Manuela Bruschini
Assessora Pari Opportunità